mercoledì 13 maggio 2009

autobiografia


Sono nato a Pavia il 24 settembre del 1501, sotto segno zodiacale bilancia,dove nel 1520 mi sono iscritto all'università. Qui insegnai matematica e contemporaneamente svolgevo la professione di medico, arrivando ad insegnare anche medicina. Ebbi una vita molto avventurosa e travagliata.Ho avuto scarsirà di denaro e per questo ho dovuto svolgere vari lavori.Scrissi diverse opere tra cui "De immortalitate".
Sono morto il 21 settembre del 1576 a Roma.

7 commenti:

  1. quali fatti e/o avvenimenti hanno reso la tua vita travagliata e avventurosa?

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  3. Tu dici di aver chiesto più volte l'ammissione al Collegio dei Fisici di Milano per poter esercitare la medicina, e che la tua domanda è stata respinta perché eri considerato illegittimo di nascita, per il tardivo matrimonio dei tuoi genitori. Ma che c'entrava lo stato di famiglia con l'ammissione al collegio,questa non dovrebbe dipendere solo dalle competenze scientifiche?

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  4. Mi risulta che tu abbia ricevuto un'educazione scolastica piuttosto irregolare e che sia stato tuo padre ad insegnarti la lettura, la scrittura e la matematica, mentre da tua madre avresti imparato la musica.Come giudichi l'insegnamento di base ricevuto dai tuoi genitori?

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  5. l'insegnamento di base dei mie genitori mi ha aiutato nei miei progressi e nelle mie conoscenze e lo giudico utile

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  6. Anche nella mia famiglia si respirava un'atmosfera in cui l'istruzione era considerata un fatto naturale, entrambi i miei genitori erano insegnanti: mio padre di matematica e fisica e mia madre di musica. Tuttavia essi erano molto gentili con i figli, mentre mi risulta che tu iniziasti ad aiutare tuo padre nel suo lavoro a 8 anni, portando sulle braccia pesanti volumi dai clienti, e che queste fatiche ti costrinsero spesso a metterti a letto ammalato. Trovi corretto che gli adulti sottopongano a dure fatiche i bambini?

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  7. Anche i miei figli mi diedero dei problemi . Il mio primogenito Giambattista sposò una donna veramente indecente, Brandonia de' Seroni. In seguito fu condannato e decapitato in carcere per l’avvelenamento della moglie. Questi eventi traumatici mi abbatterono in modo irreparabile. Anche gli altri figli mi procurarono dispiaceri: la figlia esercitò la prostituzione e morì di sifilide, inducendomi a scrivere un trattato su questo male. L'altro figlio, Aldo, dedito al gioco d'azzardo, giunse a derubarmi per coprire i suoi debiti di gioco. Non sono quindi la persona ideale con cui parlare di educazione, ma non trovo giusto che i genitori sottopongono i propri figli a fatiche pesanti. Ma trovo anche sbagliato che i bambini non collaborino ne anche a piccoli lavori.

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